Ciao, sono Lucia

Lavoro con le persone quando la complessità chiede chiarezza, responsabilità e scelte consapevoli.

Ci sono momenti in cui non è chiaro cosa fare.
Non serve un incoraggiamento in più.
Serve uno spazio in cui guardare le cose come sono.

Quando le scelte pesano.
Quando lavoro, relazioni e vita sono intrecciati
e una risposta veloce non basta.

Io lavoro lì.
Nel punto in cui smettere di semplificare diventa necessario.
Nel punto in cui la domanda non è “come mi sento?”, ma “che scelta sto facendo?”.

Non per aggiungere qualcosa.
Ma per togliere e rimettere a fuoco quello che non regge più.

Non lavoro per motivare le persone.
Non lavoro per caricarle emotivamente, con spinte che durano il tempo di un incontro.

Il mio lavoro non è far sentire meglio subito.
È creare le condizioni perché le persone stiano meglio davvero, nel tempo.
Quando l’effetto non si esaurisce insieme all’adrenalina.

Non lavoro con slogan.
Non lavoro con frasi pensate per essere condivise.
E non lavoro con l’idea che basti cambiare atteggiamento per cambiare una vita.

Ho visto troppe persone uscire entusiaste da esperienze che promettevano svolte rapide,
per poi ritrovarsi, poco dopo, nello stesso punto.
Più stanche.
E spesso più colpevoli di prima.

L’ho visto anche sulla mia pelle.
Ed è lì che ho capito cosa non volevo fare.
E soprattutto come non volevo lavorare.

Non mi interessa intrattenere.
Non mi interessa rassicurare a ogni costo.
E non mi interessa offrire versioni semplificate di problemi complessi.

Lavoro solo dove c’è la disponibilità a stare nelle domande vere.
Quelle che non hanno risposte immediate.
Quelle che chiedono tempo, presenza, responsabilità.

Perché il cambiamento che dura non nasce dall’euforia.
Nasce dalla chiarezza.

Quando lavoro con qualcuno, non lo guardo come un problema da risolvere.
E nemmeno come un potenziale da “tirare fuori”.

Lo guardo come una persona adulta,
che sta vivendo qualcosa di complesso
e ha bisogno di rimettere ordine, senso, direzione.

Non parto mai dall’obiettivo.
Parto da dove si è davvero.
Da ciò che è confuso, contraddittorio, irrisolto.

Non separo il lavoro dalla vita.
Non separo le relazioni dalle scelte professionali.
Perché so che, nella realtà, sono già intrecciati.

Quando lavoro, tengo insieme tutto questo.
Senza ridurre.
Senza forzare.
Senza decidere al posto di chi ho davanti.

Il mio ruolo non è dire cosa fare.
È aiutare a vedere con più lucidità
per poter scegliere con più responsabilità.

Ritratto di Lucia Barbieri in abito chiaro, in posa naturale e spontanea

Autenticità e ironia.

Sono il mio modo di stare nel mondo e nel lavoro.

Niente pose costruite.
Niente slogan da “coach perfetta”.

Sono autentica, senza filtri.
Con pregi e difetti, forza e paure.
E sempre accompagnata da una sana dose di ironia.

Perché prendersi sul serio non significa irrigidirsi.
E lavorare in profondità non vuol dire perdere umanità.

Non ho mai avuto una vita lineare.
E non ho mai cercato di costruirne una.

Nel 1991 ho scelto di studiare arabistica a Venezia.
Non perché “convenisse”, ma perché mi sembrava l’unica cosa sensata da fare in quel momento.
All’epoca non era esattamente una scelta trendy.
Non prometteva certezze,
e non offriva scorciatoie rassicuranti.
C’era solo una curiosità enorme e la sensazione, molto chiara, che quella strada fosse mia.

Da lì sono arrivati anni vissuti in Egitto,
e poi il lavoro in contesti euromediterranei,
con valigie sempre mezze pronte e voli frequenti
tra Paesi dell’Unione Europea, Turchia, Nord Africa, Medio Oriente.

Tradotto: lingue diverse, culture diverse,
negoziazioni vere, responsabilità vere,
e pochissimo spazio per le semplificazioni.

Per oltre quindici anni ho lavorato nella formazione internazionale,
per la Commissione Europea.
Da più di trent’anni mi muovo in contesti multiculturali.
Da oltre dieci anni lavoro come coach.

Ma quello che ha inciso davvero sul mio modo di stare nel lavoro e nella vita
non sono state solo le esperienze riuscite.

Sono stati anche i progetti partiti con entusiasmo
e finiti molto peggio di come li avevo immaginati.
Gli insuccessi veri.

Quelli che ti fanno dire: ok, questa non è andata come speravo. E ti costringono a fermarti e a guardare in faccia la realtà.

E sai una cosa?

Non ho rimpianti.

Non li racconto come lezioni edificanti.
E nemmeno come errori da cancellare.

Perché ogni scelta, anche quelle che col senno di poi
si sono rivelate sbagliate,
era coerente con me in quel momento.
Con i miei valori, con quello che vedevo,
con quello che ero pronta a reggere.

Mi sono sempre basata sulle mie forze.
Chiedendo aiuto quando serviva, certo.
Ma senza aspettare che qualcuno mi risolvesse la vita al posto mio.

Forse è per questo che oggi mi sento a mio agio fuori dalle righe.
E forse è anche per questo che non prometto scorciatoie.

So cosa vuol dire scegliere senza garanzie.
So cosa vuol dire pagare il prezzo.
E so anche che crescere non significa evitare le cadute,
ma imparare a stare in piedi senza raccontarsela.

Ed è da lì che nasce il mio modo di vivere e lavorare oggi.

Io sono Lucia Barbieri.

Non ho mai cercato una definizione che mi contenesse del tutto.
Ho preferito costruire una vita e un lavoro che potessero crescere, cambiare, reggere.

Oggi lavoro come coach e formatrice.
Ma prima ancora lavoro come persona che ha scelto di stare nella complessità,
di assumersi la responsabilità delle proprie scelte
e di non smettere di interrogarsi.

Non credo nelle formule.
Credo nella presenza.
Nella chiarezza.
Nel coraggio di guardare le cose come sono.

E nel fatto che vivere e lavorare, quando sono allineati,
non hanno bisogno di essere spiegati troppo.

Parlano di me

Alcuni contesti in cui il mio lavoro è stato raccontato.

Intervista per l’International Criminal Court

Intervista rilasciata alla newsletter Mentor-Hood (Newsletter of the Women Mentoring Programme) interna per lo staff dell’International Criminal Court ICC (Corte Penale Internazionale) dell’Aia.

La newsletter nasce da un progetto pilota di tutoraggio dedicato al personale femminile della Corte,
con l’obiettivo di sostenerne la crescita professionale e lo sviluppo di carriera.

L’intervista rientra in una sezione dedicata alle donne influenti,
per raccontare le sfide affrontate nel proprio percorso professionale
e il modo di stare in ruoli ad alta responsabilità.

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Rivista LEI – Career Service Università Ca’ Foscari Venezia

Intervista realizzata nell’ambito del Progetto LEI del Career Service dell’Università Ca’ Foscari Venezia,
pubblicata nel secondo numero della Rivista LEI  – Leadership, Energia, Imprenditorialità,
nella sezione Cafoscarina come Lei.

La rivista raccoglie ritratti di professioniste e approfondimenti su leadership, competenze trasversali,
ruolo delle donne nella dimensione economica e temi legati a diritti e inclusività nel mondo del lavoro.

Il progetto dà voce a donne che hanno costruito un proprio spazio professionale
e che rappresentano un punto di riferimento per le giovani partecipanti ai percorsi del Career Service.

Per me è stato un riconoscimento importante,
come ex studentessa di Ca’ Foscari, come professionista
e come donna chiamata a condividere un percorso reale, fatto di scelte, responsabilità e traiettorie non lineari.

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Lucia Barbieri life coach

Life Coach e Formatrice si racconta attraverso le “vite degli altri”

di Alessandro Ceccarelli per Quotidiano La Voce

Sin dal suo sguardo penetrante si capisce che il suo lavoro è “scrutare” in profondità nell’animo e nel cervello delle persone. E non stiamo parlando della mission di una psicologa o psicoterapeuta. Stiamo parlando di una donna che partendo da “molto lontano”(una laurea in Lingua e Letteratura Araba), dopo un percorso di tante curiosità e passioni è approdata negli ultimi vent’anni alla professione di Life Coaching e Formatrice. Parlando con Lucia Barbieri al telefono la sua voce trasmette immediatamente alcune sensazioni che fanno parte del suo modo di stare al mondo e della sua attività.

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Metodo di coaching A.U.D.A.C.E.: ascolto, responsabilità e azione concreta

Il mio Metodo A.U.D.A.C.E.

Qui spiego come lavoro. La struttura che sostiene i miei percorsi e il modo in cui accompagno le persone nelle scelte che contano.

Icona del faro che rappresenta la mission di Lucia Barbieri e la direzione del suo lavoro di coaching

La Mia Mission

Qui c’è la direzione che difendo. Il senso più ampio del mio lavoro e il perché faccio quello che faccio.

“La vita può essere selvaggiamente tragica delle volte, e ne ho avuto la mia parte. Ma qualunque cosa ti accada, devi mantenere una leggera attitudine ironica. In ultima analisi, non devi dimenticare di ridere.”

Katharine Hepburn

Ritratto in bianco e nero di Katharine Hepburn, attrice americana simbolo di ironia, forza e indipendenza