Equilibrio interiore: cosa ci insegna A Beautiful Mind
Come la teoria dell'equilibrio di Nash può aiutarti a capire il conflitto interiore e smettere di autosabotarti. Strumenti concreti per la crescita personale.
Disciplina personale, responsabilità, abitudini e capacità di autoregolazione, equilibrio interiore.
Come la teoria dell'equilibrio di Nash può aiutarti a capire il conflitto interiore e smettere di autosabotarti. Strumenti concreti per la crescita personale.
Ti è mai capitato di ritrovarti in una commedia degli errori creata dalla tua stessa mente? Il cliente che non risponde subito e tu immagini già il fallimento della tua carriera. Oppure quella mail innocua che diventa il punto di partenza di un film drammatico nella tua testa. Insomma, se anche tu sei un abile giocoliere dei pensieri compulsivi che si trasformano in gabbie mentali, allora sei nel posto giusto: il modello ABCDE è qui per farti spiccare il volo dalla gabbia, e non rientrarci più!
In un mondo pieno di sfide e distrazioni, sapere dove concentrare le proprie energie è fondamentale per vivere e lavorare in modo efficace. Stephen R. Covey, nel suo celebre libro "The 7 Habits of Highly Effective People", introduce il concetto delle sfere di controllo e influenza: un modello che aiuta a distinguere ciò che possiamo cambiare, ciò che possiamo solo influenzare e ciò che dobbiamo accettare. Comprendere e applicare queste sfere è la chiave per ridurre lo stress, migliorare la produttività e affrontare la vita con maggiore serenità.
La stanchezza dovuta ai troppi impegni e/o a pensieri martellanti è come un peso al piede che causa un'enorme fatica nell'andare avanti e nel destreggiarsi fra i miliardi di cose da fare. Ecco che anche la crescita personale e professionale può trovarsi ad uno stallo. Oppure, ancor peggio, "retrocedere". Come è possibile riaccendere quella scintilla e tornare in carreggiata? Ecco qualche "mossa" efficace da mettere subito in pratica.
La gratitudine è come un superpotere che ci permette di vivere appieno la vita, costruire connessioni significative e affrontare le varie sfide che si presentano con un approccio diverso. Costruttivo. Positivo. Questo non vuol dire avere gli occhi bendati da un cieco ottimismo, o di strane pozioni magiche, al contrario. È avere la piena consapevolezza di quanto si ha a disposizione, si è ricevuto e/o raggiunto. È focalizzarci su quanto si ha e non su ciò che ci manca.
Sì. E' l'eterno conflitto. Dare credito e seguire la seria e prudente ragione o lasciarsi trasportare dalla passionalità e vitalità del sentimento? Nel primo caso non correremo rischi, forse. Sicuramente non sarà chissà quale spasso... Nel secondo invece saremo sicuramente travolti dall'ardore...ma forse forse rischieremmo di bruciarci. E quindi, ecco l'eterno conflitto. Ma cosa succederebbe se entrasse in gioco un terzo giocatore, l'istinto? Quella vera e propria "sensazione viscerale" dell' agire "di pancia".
Lo sappiamo, ci è stato ripetuto sempre: le avversità forgiano il carattere. Per affrontare in modo costruttivo le avversità - gli ostacoli, le perdite, i fallimenti, ma anche le “debolezze” caratteriali – devo tirare fuori tutta la mia forza e quelle doti che probabilmente non ero neppure a conoscenza di avere. E trasformare l’ostacolo in qualcosa di positivo. Proprio come l’ostrica risponde all’intrusione di un granello di sabbia - parassita, senza mezzi termini - trasformandolo in perla.
La determinazione, la persistenza e la pazienza sono indubbiamente alla base del successo non solo nel mondo lavorativo ma anche in quello personale. Il lasciarsi bloccare dalle difficoltà e dagli ostacoli, il “mollare quando il gioco si fa duro” ci fa sentire deboli, non focalizzati sull’obiettivo e soprattutto ci fa perdere credibilità di fronte agli altri. Ma è sempre positivo insistere? Anche quando gli ostacoli diventano troppo grandi? Come fare a capire quando smettere di insistere se non è più utile e vantaggioso continuare? Vediamo di fare un po’ di chiarezza…
L'autoaccettazione è non rimanere ancorati a come si vorrebbe essere o come vorremmo essere visti dagli altri. Accettarsi senza sconti, conoscere i propri limiti ma al tempo stesso valorizzare i punti di forza è la chiave per costruire relazioni autentiche e costruttive con gli altri e poter raggiungere il successo personale (e anche professionale).
A cosa serve rimuginare, continuare a voler cambiare quello che è stato o mi accade? Serve solo a tenermi ancorato/a ad una situazione o ad una persona che non ha più senso nella mia vita e non mi permette di andare avanti. Accettare quello che non posso cambiare invece mi dà la spinta giusta per lasciare andare e ripartire. Non posso scegliere né cambiare spesso quello che mi accade, ma posso scegliere e cambiare il mio modo di reagire.