Crescita personale concreta: cambiamento, direzione, gestione di sé, autostima, intelligenza emotiva e autosabotaggio. Articoli per rimettere al centro scelte, confini ed energia, con strumenti applicabili nella vita reale.
In un mondo pieno di sfide e distrazioni, sapere dove concentrare le proprie energie è fondamentale per vivere e lavorare in modo efficace. Stephen R. Covey, nel suo celebre libro "The 7 Habits of Highly Effective People", introduce il concetto delle sfere di controllo e influenza: un modello che aiuta a distinguere ciò che possiamo cambiare, ciò che possiamo solo influenzare e ciò che dobbiamo accettare. Comprendere e applicare queste sfere è la chiave per ridurre lo stress, migliorare la produttività e affrontare la vita con maggiore serenità.
L’epifania è un momento di improvvisa illuminazione, capace di trasformare profondamente il nostro modo di vedere noi stessi e il mondo che ci circonda. L’epifania, oltre che concetto largamente usato nella tradizione religiosa e come espediente letteriario, è un concetto largamente in uso anche nel mondo del coaching e della crescita personale e professionale. Le epifanie sono momenti di intuizione, preziose opportunità per stimolare la crescita personale e professionale, aprendo la strada a cambiamenti significativi e duraturi.
L’epifania, nel senso più profondo del termine, è un momento di improvvisa chiarezza, una rivelazione che cambia il modo in cui percepiamo noi stessi e il mondo intorno a noi. La parola deriva dal greco “epiphaneia”, che significa “apparizione” o “manifestazione”. Questo concetto ha radici profonde nella tradizione culturale e religiosa, ma trova un potente riflesso anche nella letteratura e soprattutto nella vita quotidiana. Riconoscere e coltivare questi momenti può essere uno strumento trasformativo per la crescita personale e professionale.
E imparare innanzi tutto a saper mettere dei paletti, dei parametri, ossia "una soglia che divide ciò che puoi da ciò che non puoi sopportare". Senza se e senza ma.
Il tema della perdita è difficile da discutere, ma è una parte inevitabile dell’esperienza umana. Nel suo libro “I cinque inviti”, l’autore Frank Ostaseski esplora come l’esperienza della morte possa insegnarci preziose lezioni su come vivere pienamente. Accettando la realtà della perdita e della mortalità, possiamo acquisire un apprezzamento più profondo per il momento presente e le relazioni che contano di più per noi. Cercherò in questo articolo di vedere brevemente, ma in modo preciso, quali sono i cinque inviti e come possono guidarci in una vita più appagante.
La stanchezza dovuta ai troppi impegni e/o a pensieri martellanti è come un peso al piede che causa un'enorme fatica nell'andare avanti e nel destreggiarsi fra i miliardi di cose da fare. Ecco che anche la crescita personale e professionale può trovarsi ad uno stallo. Oppure, ancor peggio, "retrocedere". Come è possibile riaccendere quella scintilla e tornare in carreggiata? Ecco qualche "mossa" efficace da mettere subito in pratica.
La gratitudine è come un superpotere che ci permette di vivere appieno la vita, costruire connessioni significative e affrontare le varie sfide che si presentano con un approccio diverso. Costruttivo. Positivo. Questo non vuol dire avere gli occhi bendati da un cieco ottimismo, o di strane pozioni magiche, al contrario. È avere la piena consapevolezza di quanto si ha a disposizione, si è ricevuto e/o raggiunto. È focalizzarci su quanto si ha e non su ciò che ci manca.
Quando sono io a creare il dubbio, o meglio divento l'oggetto del dubbio, quello che gli inglesi chiamano self-doubt. Dubitare di se stessi, delle proprie capacità ma anche delle possibilità che mi si aprono davanti e di come gli altri mi considerano è una forma di auto-sabotaggio basata sulle insicurezze, sul proprio passato nonché sulla paura del cambiamento.
Quando ci troviamo di fronte a momenti di incertezza e dubbio, è naturale sentirsi sopraffatti e paralizzati dalle diverse opzioni e potenziali risultati. Questi dubbi possono diventare ostacoli che sembrano impossibili da superare, impedendoci di prendere anche le decisioni più semplici. Tuttavia, invece di cedere a questi dubbi e paure, è importante prendere il controllo e scegliere attivamente una strada da percorrere. Ma come fare?
Spiccare il volo, mollare quanto ci tiene ancorati ad una situazione che non ci appartiene o ci appesantisce può essere rappresentato con il volo della mongolfiera: il senso di libertà, ma anche di rischio, che accompagna il volo; la bravura nella gestione del bruciatore (aria calda e aria fredda),
per poi atterrare, a volte in modo rocambolesco, dove ci siamo prefissati.
O dove semplicemente ci ha "accompagnati" il vento.